Luxury Bar, la nuova miscela Felmoka.

Amore, passione, perfezione…stupore! Questo è ciò che cerchiamo di trasmettere attraverso ogni sorso del nostro caffè. La tazza racchiude un mondo fatto di sensazioni uniche e personali. Un assaggio è una carezza che avvolge il palato stimolando sensi e ricordi. Ecco che in questo contesto si inserisce Luxury Bar, la nuova miscela dolce e delicata a marchio Felmoka, pensata appositamente per gli amanti dei caffè arabica!

 

Luxury Bar nasce principalmente dall’attenzione al cambiamento dei gusti delle persone che richiede, oggi come mai, un processo di innovazione costante. A ciò, però, si aggiungono esperienza, passione e genio creativo dei nostri torrefattori, che hanno dato vita a Luxury Bar: una miscela dolce, anche senza zucchero!!!

Luxury Bar è composta dal 96% di caffè arabica lavati, selezionati all’origine e dal 4% di caffè robusta selezionati di estrema qualità, per garantire la consistenza cremosa, piacevole ed avvolgente della bevanda.

Per ora, la New Entry è destinata al consumo professionale nei bar e ristoranti. è una miscela pregiata ed in tazza ha una resa difficile da descrivere a parole: crema della giusta compattezza di color nocciola, tessitura finissima, intensità olfattiva evidente con sentori di tostatura equilibrati. L’aroma è fruttato e fresco ed il sapore è decisamente un’esperienza da provare!

Per assaggiare Luxury Bar venite nella nostra torrefazione (su appuntamento), dove troverete dei Sommelier dell’Espresso certificati AICAF in grado di raccontarla attraverso un’esperienza gustativa unica. In aggiunta, i nostri clienti potranno richiedere tutte le informazioni a Giovanni e Mattia, i rappresentanti commerciali, oppure chiamando il numero +39 0332 425361.

Che gusto ha la caffeina?

Soprattutto di prima mattina, il caffè sembra essere vitale! Questo perché contiene caffeina, una sostanza che riduce la sonnolenza e stimola il sistema nervoso centrale.

Però, dal punto di vista della pianta del caffè, la caffeina ha delle funzionalità ben diverse. Infatti, questa sostanza viene prodotta dalla pianta stessa al fine di proteggersi da batteri ed aggressioni esterne, e a seconda dell’altitudine a cui cresce, ne produrrà in quantità diverse. I caffè denominati “robusta” che crescono fino agli 800 metri di altezza, contengono maggiori quantità di caffeina, proprio perché ad altitudini più basse con temperature tendenzialmente più alte, i batteri proliferano maggiormente. Invece, ad altezze comprese tra gli 800 e i 2.200 metri, le piante hanno meno necessità di protezione da questo tipo di aggressioni esterne e quindi, contengono meno caffeina. Le varietà di caffè che crescono a queste altitudini fanno parte della cosiddetta specie “arabica”.

Oltre ad avere degli effetti sul nostro sistema nervoso, la quantità di caffeina ha un impatto sul gusto del caffè. Infatti, quelli che contengono più caffeina hanno un sapore più amaro: ecco perché un caffè 100% arabica risulta essere più “dolce” rispetto ad una miscela contenete delle percentuali di robusta.

Attenzione però che l’amarezza del prodotto può risultare SOPRATTUTTO da altri fattori, quali la raccolta, la tostatura e il processo di estrazione del prodotto. Ciò dimostra ancora una volta la complessità e la bellezza del mondo del caffè!

 

La miscela: firma di una torrefazione

Si sente sempre più spesso parlare di “miscela” del caffè. In occasione dell’Artigiano in Fiera, lo scorso dicembre, ci è stato chiesto più e più volte: “ma che differenza c’è tra le vostre miscele?”. Ecco perché abbiamo deciso di dare alcune spiegazioni sul processo di miscelazione in generale.

Innanzitutto, per “miscela” si intende la mescolanza di più varietà (arabica e robusta) provenienti da più parti del mondo. Le percentuali di composizione e la quantità di tipologie di caffè contenute nella miscela hanno un impatto sul prodotto finale. In futuro vi parleremo anche delle differenze organolettiche date dalle diverse qualità di caffè.

Si può dire quindi che ogni miscela abbia delle caratteristiche uniche che vengono esaltate, poi, dalla manualità del torrefattore, il quale può decidere se miscelare il caffè prima o dopo la tostatura ed impostare il grado di quest’ultima. Infatti, non esistono regole ma soltanto creatività e professionalità che, unite alla voglia di imparare e sperimentare, permettono la creazione di prodotti inimitabili.

In conclusione, la miscela per un Torrefattore è paragonabile ad una firma: rappresenta l’unicità dell’esperienza artigianale.

credits @lamiceli

Il 300esimo Sommelier dell’Espresso…in Felmoka!

 

Emanuela Volpe, CEO Felmoka, ha conseguito il titolo di Sommelier dell’Espresso certificato dall’Accademia Italiana Maestri del Caffè (AICAF).

L’Accademia, nota sul piano internazionale, tra i vari obiettivi ha quello di “costruire un gruppo formato da professionisti e aziende che operano nell’ambito della caffetteria per diventare un punto di riferimento nell’universo del caffè“. Questo è uno dei principali motivi che ha spinto Felmoka ad iniziare un percorso di formazione a 360°, perché come dice Emanuela: “essere bravi non basta, occorre essere professionali e aperti all’innovazione per essere supportati in modo scientifico dalla teoria che poi si estrinseca nella pratica quotidiana”.

Il diploma di Sommelier dell’Espresso permette di valutare e comunicare la bevanda dal punto di vista sensoriale ed organolettico. Dietro ad una tazzina di caffè esiste un mondo fatto di sfumature aromatiche inimmaginabili: dai caldi sentori di pan tostato a quelli freschi degli agrumi…

…insomma l’espresso all’italiana è un’esperienza e per Felmoka è l’espressione di unicità e passione!

Alla ricerca del biglietto blu…

Mancano davvero pochissimi giorni all’Artigiano in Fiera 2017, per l’esattezza solo 3! La Fiera, aperta dal 2 al 10 dicembre dalle ore 10:00 alle 22:30, a FieraMilano RhoPero, è ormai diventata un punto di riferimento per tante persone che cercano la qualità e l’artigianalità nei prodotti di genere alimentare e non.

Anche Felmoka sarà presente con uno stand (n°163 fila E padiglione 2) con tante novità e tante idee per regali di Natale originali ed innovativi…tutti caratterizzati dalla sapienza artigianale che contraddistingue la Torrefazione. La miscela Felmoka per la Casa, infatti, sarà la vera protagonista in diversi formati, ma non mancheranno gli accessori, i gadget e  soprattutto la consulenza di esperti del settore per soddisfare le esigenze gustative personali.

Che dire di più?

Già, un’ultima cosa…

Presentandovi allo stand con il bigliettino blu (in foto) che potete trovare nei bar con Caffè Felmoka e in tanti negozi, riceverete un’omaggio esclusivo…

…lo Staff Felmoka vi aspetta!!!

Marco Donadello del Team Felmoka vince il Latte Art contest di Rancilio Group

Sabato 21 ottobre si è tenuto il Latte Art contest, organizzato da Rancilio Group, in occasione di HOST 2017, esibizione internazionale del settore hospitality.

Baristi professionisti si sono sfidati a colpi di cappuccino, sotto la supervisione del giudice Pietro Vannelli, campione italiano di latte art. I concorrenti hanno misurato le proprie capacità su tre figure cardine della disciplina: il tulipano, il cuore e l’orsacchiotto.  In palio per il vincitore una Rancilio Silvia in edizione limitata.

Nell’occasione, Felmoka  ha accompagnato il barista Marco Donadello che, impeccabilmente ha portato a termine la competizione, aggiudicandosi la vittoria!

Bravo Marco, Felmoka è onorata ed orgogliosa di collaborare con te!!!

Castagnata progetto “Porte aperte”

Felmoka è fiera di collaborare all’iniziativa “Porte aperte” organizzata dalla Mensa dei Poveri di Biumo (Varese).

L’evento di domenica 22 ottobre 2017  è solo il primo di una lunga serie che ha l’obiettivo di raccogliere fondi e materiale per la Mensa di via Bernardino Luini.

A partire dalle ore 15 , castagne, cioccolata calda e le dolci note del Coro Campo dei Fiori accompagneranno la domenica pomeriggio di tutti i partecipanti. 

 

La ricetta del cappuccino

Per un’esposizione chiara ed esaustiva è opportuno spiegare il significato di ricetta. Il sostantivo femminile ricetta deriva dal latino “recepta” (formula) e nell’ambito della ristorazione significa: “indicazione relativa agli ingredienti, alle dosi, ai tempi, alla tecnica di preparazione di una pietanza, di una bevanda, di un dolce o anche di qualsiasi composto o miscela”.

Fatta questa premessa sorge spontanea una domanda: in Italia, culla del cappuccino, esiste una ricetta condivisa e applicata su scala nazionale dai baristi per la preparazione di questa straordinaria bevanda? La risposta è purtroppo no e le differenze sono evidenti anche tra bar contigui. Ciò comporta insoddisfazione tra i clienti e alienazione tra i baristi con perdita di immagine professionale e di potere economico. L’Istituto Nazionale dell’Espresso Italiano (I.N.E.I.) per ovviare a questo ginepraio interpretativo ha fatto chiarezza e codificato la ricetta. Tra gli obiettivi c’è anche quello di divulgarla con l’auspicio che quanto prima il mercato la recepisca e finalmente la rispetti.

La ricetta del cappuccino italiano è la seguente:

–  25 ml di espresso

– 100 ml di latte fresco intero (possibilmente di alta qualità)

– temperatura di servizio 55 gradi

– tazza da 150 ml di porcellana bianca

– temperatura della tazza 40°C

E’ consentito aggiungere una leggerissima spolverata di cacao amaro che deve essere fatta sulla base dell’espresso prima di versare il latte montato.

Dalla ricetta si evicono tre dati fondamentali:

  • il rapporto quantitativo tra l’espresso e il latte che è di uno a quattro
  • il calcolo del food cost della bevanda
  • il potenziale produttivo

Tazzine: capovolte o meglio dritte?

Da sempre le tazzine sostano sulla macchina del caffè disposte con file massimo di due. L’unica motivazione plausibile di tale impostazione è dovuta a ragioni di carattere igienico, per contrastare il pericolo della polvere che potrebbe depositarsi nel loro interno. Poi studiando un po’ di fisica si scopre chi è l’aria calda spinta dalla temperatura della caldaia (115°C) sale dallo scalda tazze verso l’alto e crea uno scudo protettivo. Se poi consideriamo il pericolo di eventuali di insetti (moscerini, formiche, ecc. che per altro nel bar non ci dovrebbero essere), possiamo stare sicuri, gli animaletti bene attenti per evitare la temperatura letale della macchina.

Qualcuno potrebbe eccepire che uno starnuto contiene milioni di particelle virali che possono raggiungere la velocità di 320 km orari e arrivare fino a 4 metri di distanza. Tutto vero ma l’educazione insegna che prima di starnutire ci si deve proteggere con la mano girando il volto verso la zona meno popolata e comunque, nonostante la buona educazione sia talvolta una risorsa rara, è davvero inconsueto di assistere ad un tale gesto.

Per lo stesso motivo dovremmo allora confezionare tutti i corredi di servizio che teniamo scoperti e che sono utilizzati singolarmente come ad esempio i cucchiaini. Mente è d’obbligo tenere capovolti su apposite griglie o su panni i bicchieri, questi si, se lasciati girati in si riempirebbero di polvere e particelle varie.